Il progetto Transhumance è una ricerca dell’artista francese Marie Bruel e indaga da un punto di vista sia antropologico che artistico l’attività umana millenaria della transumanza, ovvero il movimento stagionale di greggi e mandrie in territori rurali. Proveniente lei stessa da aree montane, Marie ha approfondito questa antica pratica attraverso studi e viaggi, per poi tradurre il movimento della transumanza in un linguaggio coreografico per il corpo. In particolare, partendo dall’azione di attraversamento dei luoghi propri della transumanza, il progetto si interessa all’uso dello spazio pubblico come gli spazi commerciali urbani, piazze, mercati e luoghi di ritrovo di varia natura che costituiscono una finestra di interazione con i flussi sociali e le folle. La pratica performativa in questo progetto osserva e reinterpreta quindi l’interazione tra umano e non-umano mostrando come lo spostamento di un gruppo può diventare danza e volontà collettiva.
Il progetto aprirà al pubblico con momenti laboratoriali, di dialogo e con una restituzione finale.
Danzatrice-interprete, coreografa e pedagoga, Marie Bruel si è formata presso il centro di formazione Adage a Bordeaux, in Francia. Dal 2021, si muove e opera tra Francia e Marocco, collaborando con diversi coreografi e partecipando a numerosi progetti artistici. Nel 2023, crea il suo primo solo coreografico, No cage without, con il sostegno del Goethe-Institut Maroc e della DABATEK. Nel 2024, fonda la sua compagnia di danza, a+, a Pau, nei Pirenei Atlantici. I suoi lavori prendono vita attraverso diverse forme di espressione ed esplorano l’esperienza umana mettendo in luce aspirazioni, interazioni e dinamiche sociali che plasmano la nostra esistenza. Attraverso un dialogo tra danza, arti visive e creazioni in situ, la sua ricerca indaga i meccanismi intimi e collettivi che ci costituiscono.
Un viaggio nell’aura di pratiche e figure chiave della spiritualità e dell’arte performativa tra corpo, gesto e visione.