Energie sottili e invisibili guidano tre corpi sulla scena, incarnano le diverse sembianze di un amore che, nel segno del femminile, genera la propria traccia. Presenze e frammentazioni anatomiche che si nutrono di relazioni tra corpi e oggetti, da cui eros|amore strabocca e prende forma. Dominate e legate nel segno del rosso – come colore dell’amore e della passione, ma anche della violenza, del pericolo e del sangue – generano immagini visionarie che si sgretolano in dinamiche sensuali e di desiderio. Linee e forme geometriche si mescolano, rivelano immagini allucinogene al limite del sogno, capaci di creare mostri o figure sacre, somiglianze, vettori d’urgenza o canali di forza e materia.
I Paradisi Artificiali sono segni, incisi e tatuati nello spazio, specchi tangibili di un eros nascosto, protesi di un amore che non è in grado di darsi ma che alla fine inevitabilmente ci sovrasta.
[Valeria Vannucci]
Artista, performer, danz’autore, coreografo. Ha studiato in numerosi centri di formazione contemporanea; ha lavorato a lungo con la compagnia Virgilio Sieni, come danzatore e formatore; come interprete ha collaborato con importanti artisti visivi e coreografi nazionali e internazionali. Nel 2018 crea Biografia di un corpo, prodotto da Kilowatt/Capotrave, nell’ambito del progetto europeo BeSpectACTive, e Sogno, una notte di mezz’estate commissionato dal Balletto di Roma. Nello stesso anno diventa coordinatore del progetto C.I.M.D incubatore per la giovane coreografia sostenuto dal Mibac (Milano) e riceve il riconoscimento come Artista emergente Pugliese. Nel 2019 presenta Bloom II, performance side-specific creato in collaborazione con il Centro Culturale S. Chiara, Mart di Rovereto. Nello stesso anno viene selezionato per il progetto “Crossing the Sea”, tramite il quale lavora con la compagnia Attakkalari Bangalore (India), dove creerà A peaceful, Place.
Photo credits: Giovanni Chiarot
Un viaggio nell’aura di pratiche e figure chiave della spiritualità e dell’arte performativa tra corpo, gesto e visione.
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