14.06.2025/20:30
Come foglie, come vento, come morbidi pani rilegge in forma immaginaria la vita di San Francesco, riportando al centro l’attualità del suo messaggio di povertà, semplicità e meraviglia. Il racconto prende la forma di un viaggio iniziatico, scandito da incontri reali e immaginati. Incontra così la “beata ignoranza”, intesa come capacità di guardare il mondo con stupore, e ad ogni incontro Francesco si fa più vicino alla terra e alle sue creature. In scena Catalano costruisce un racconto poetico fatto di immagini e silenzi. La lingua, a tratti infantile e onomatopeica, restituisce uno sguardo originario sulle cose. Ne emerge il ritratto di un Francesco cantastorie, innamorato del mondo, capace di riconoscere la sacralità della vita in ogni creatura, invitando lo spettatore a ritrovare uno sguardo leggero e meravigliato sul mondo.
Lo spettacolo è accompagnato dall’installazione La messa e i presepi di San Francesco, una tavola “francescana” apparecchiata con ciotole ed elementi naturali, musei portatili che espongono alcuni dei piccoli grandi prodigi della natura.
Antonio Catalano, classe 1950, è un artista, autore e attore attivo da tutta la vita nel teatro di ricerca e nelle arti performative. Dopo anni di presenza sulle scene italiane, con Maurizio Agostinetto, Luciano Nattino e Lorenza Zambon fonda la compagnia teatrale Casa degli Alfieri, organismo di ricerca progettuale nel campo delle arti, con propria sede nell’omonima casa-teatro nel cuore del Monferrato. Dal 1999 sviluppa Universi Sensibili, un ampio percorso di installazioni e ambienti interattivi inaugurato con Armadi sensibili alla Biennale di Venezia. Ha creato spettacoli, grandi ambientazioni scenografiche e progetti espositivi presentati in Italia e all’estero, collaborando con importanti istituzioni culturali. Parallelamente porta avanti il progetto poetico-pedagogico della Pedagogia Povera o della meraviglia, oggi inserito tra le Avanguardie Educative di INDIRE e parte dei percorsi formativi PNRR Scuola Futura. Scrive e pubblica racconti, poesie e testi illustrati, affiancando all’attività scenica una costante ricerca narrativa e formativa.
Un viaggio nell’aura di pratiche e figure chiave della spiritualità e dell’arte performativa tra corpo, gesto e visione.