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Cross Project
Danza

PARTY GIRL

Francesco Marilungo (IT)

Teatro Il Maggiore | Sala Teatro - Verbania

11.06.2022 | ore 21.15
Durata: 50'

/

Costo: €10

In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo 

Party Girl è una riflessione sul processo di oggettivazione del corpo femminile e sulle dinamiche di potere associate al mercato del sesso. Tre performer in scena costruiscono una danza minimale, un alfabeto stilizzato, rallentato, sospeso, a partire da posture e movimenti capaci di innescare il desiderio nell’immaginario collettivo. La componente sensuale ed erotica viene completamente annullata da un corpo che man mano perde vita, si fa oggetto, manichino. Il processo di oggettivazione è acuito da una voce fuori campo, che attraverso comandi impartiti alle danzatrici, modella in tempo reale la struttura della performance. L’apparente rapporto di dominio è di fatto una relazione molto più articolata, ambivalente, così come è ambivalente la relazione cliente-sexworker. “Non c’è un’unica fonte di potere nella prostituzione, questa può essere appropriata e mantenuta dal cliente o dalla prostituta”. La dialettica di assoggettamento e soggettivazione è sottile, mobile. Lo sguardo delle danzatrici riporta ad una dimensione intima, alla dimensione di una performance one to one in cui il pubblico viene posto in uno stato quasi voyeuristico. Lo sguardo della spogliarellista, della hooker, che solitamente si protende verso l’esterno per rivolgersi e arrestare il cliente con l’ambizione di un guadagno monetario, in Party Girl si connota di una sfumatura intimista ed apre le porte verso un mondo interiore, umano, che si contrappone all’apparente disumanizzazione che il corpo sta subendo. In scena tre televisori: reperti abbandonati che trasmettono video di paesaggi, strade, night club, appartamenti privati, luoghi di frontiera in cui tutto ciò che non è ‘lecito’ può trovare spazio.

Regia e coreografia: Francesco Marilungo 

Cast variabile: Alice Raffaelli, Barbara Novati, Roberta Racis, Flora Orciari, Agnese Gabrielli

Luci e spazio: Gianni Staropoli

Assistente alle luci: Omar Scala

Video: Gianmaria Borzillo, Francesco Marilungo 

Costumi: Efisio Marras

Management e promozione: Domenico Garofalo

Produzione: Compagnia Körper

In coproduzione con Danae Festival, Festival MilanOltre

In collaborazione con Amat e Comune di Pesaro nell’ambito di Residenze Marche Spettacolo, promosso da Mibact, Regione Marche e Consorzio Marche Spettacolo;

con il sostegno di Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto – Teatro Dimora, La Corte Ospitale), Teatro Petrella di Longiano, Centro di Residenza della Toscana (Armunia, CapoTrave/Kilowatt)

con il supporto di DiD studio/Nao Performing Festival, Anghiari Dance Hub

con il contributo di Teatro Pubblico Pugliese – Consorzio Regionale per le arti e la cultura / Compagnia Menhir e Comune di Ruvo di Puglia/Talos Festival, ResiDance XL – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche, azione della Rete Anticorpi XL – Network Giovane Danza D’autore coordinata da L’Arboreto – Teatro Dimora con il contributo di MiC – Ministero della Cultura e Regione Campania

progetto vincitore del Premio Prospettiva Danza Teatro 2020 e Cross Award 2020

progetto selezionato per NID Platform 2021

 

Attento al rigore compositivo di matrice RTC (Real Time Composition), Francesco Marilungo focalizza il suo interesse nella creazione di atmosfere, frutto della giustapposizione di immagini strutturate su più livelli di rappresentazione. Nei suoi lavori ricorre al corpo come portatore del duplice valore iconico/narrativo per indagare le figure archetipiche dell’inconscio collettivo con particolare attenzione al perturbante, a tutto ciò che è connesso al desiderio interdetto. Il lavoro raggiunge un originale sviluppo in sala prove solo in seguito a un’attenta ricerca che attraversa e coniuga più campi: dopo aver indagato un soggetto attraverso la scrittura, la lettura, la discussione e la ricerca audiovisiva, traduce attraverso il corpo l’immaginario maturato. Come diretta conseguenza della sua formazione scientifica, i suoi lavori hanno una struttura matematico-cartesiana. Ogni elemento scenico viene considerato come un’entità complessa costituita da una miriade di equazioni che vanno a costituire l’intero sistema della performance.